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martedì 23 ottobre 2012

ALLATTAMI.Nasce a Bologna la Banca del Latte Umano Donato



ALLATTAMI è La Banca del Latte Umano Donato di Bologna.
E' un'iniziativa senza scopro di lucro che ha l'obiettivo di fornire a neonati critici, soprattutto prematuri, la possibilità di usufruire del latte umano, qualora la loro madre non ne abbia a sufficienza.
La Banca del Latte Umano Donato è il luogo dove il latte umano viene raccolto, trattato e conservato in condizioni di sicurezza per essere utilizzato gratuitamente dall'ospedale per l'alimentazione dei bambini prematuri.
ALLATTAMI si è posta un obiettivo: raccogliere almeno i 600 litri di latte umano donato che servono ai neonati ricoverati nelle terapie intensive neonatali del Policlinico di Sant'Orsola e dell'Ospedale Maggiore. Per raggiungere tale obiettivo è stata avviata un'importante azione di sensibilizzazione verso le future e nuove mamme grazie alla collaborazione dell'Azienda Usl di Bologna, del Collegio delle Ostetriche, dei Pediatri di famiglia e de Il Cucciolo, associazione in Bologna dei genitori dei bambini nati pretermine. ALLATTAMI seleziona le mamme donatrici, ritira il loro latte direttamente a casa, lo pastorizza e conserva in condizioni di massima sicurezza e lo fornisce agli ospedali cittadini.

Perché
Perché di mamma ce n'è una sola. Ma alle volte ne servono di più.
I bambini prematuri lottano ogni giorno contro mille difficoltà: infezioni e gravi complicanze che possono compromettere le loro possibilità di farcela.
La scienza dimostra che il latte umano aumenta le possibilità di sopravvivenza dei neonati prematuri e ne favorisce l'accrescimento e lo sviluppo.
Il latte materno è insostituibile per il neonato perché fornisce tutte le sostanze nutritive di cui ha bisogno, nelle proporzioni esatte e nella forma più facilmente assimilabile e rafforza il suo sistema immunitario.
Per avere latte materno serve una mamma, ma spesso quelle dei bimbi prematuri di latte non ne hanno o ne hanno troppo poco. Quello che un'altra mamma produce in eccesso al suo bimbo non serve, può aiutare un bimbo prematuro.
Nella città di Bologna servono 600 litri di latte umano donato ogni anno.
 
Quali sono i vantaggi?
Ogni anno a Bologna nascono più di 100 bambini con un peso alla nascita inferiore al chillo e mezzo. Questi bambini sono particolarmente delicati..
Un bambino che nasce prematuramente ha tanti problemi davanti:
un periodo lungo di degenza in ospedale, durante il quale sperimenterà inevitabilmente una serie di problematiche, alcune delle quali sono dovute all'immaturità dell'apparato gastroenterico e alla sua incapacità di nutrirsi come un bambino normale.
Il latte materno è il miglior strumento per aiutare questo bambino nella digestione ma fornisce anche un supporto importante dal punto di vista immunitario.
Noi siamo convinti che utilizzare il latte della propria madre sia importante, e che aiuti molto il bambino nella sua storia successiva.
Non sempre però la mamma di un bambino che nasce prematuramente ha la possibilità di allattare il suo bambino.
Per questo motivo, non solo noi ma tutti nel mondo, cercano di sviluppare un'alternativa valida all'allattamento con il latte della propria madre, che è rappresentata dal latte donato da altre mamme.
La banca del latte umano donato, Allattami, vive su due componenti: una di tipo medico-sanitario rappresentata dal Sant'Orsola, che seleziona le donatrici; e l'altra rappresentata da Granarolo, che segue l'aspetto tecnico di sanificazione del latte, al fine di renderlo assolutamente sicuro per i neonati che lo riceveranno.
 
Per maggiori info consultare il sito www.allattami.org

mercoledì 5 settembre 2012

Dieci domande sull'allattamento.




Posso allattare il mio bambino se ho la febbre?
E se devo assumere qualche farmaco?

Si, si puo’ continuare ad allattare tranquillamente il proprio bambino al seno anche se la madre presenta febbre, raffreddore o altri disturbi legati ad un virus influenzale.
Il virus influenzale si diffonde generalmente in tutto l'organismo e quindi anche nel latte, però la trasmissione dell'infezione avviene soprattutto per via aerea. La madre puo’ e deve, quindi, continuare ad allattare, per proteggere il proprio bambino, in quanto nel latte passeranno soprattutto gli anticorpi prodotti per quel virus o batterio; se il bambino viene contagiato, normalmente si ammala in modo meno grave se viene allattato, tenendo in considerazione che è molto piu’ frequente che il bambino non si ammali affatto.
Per quanto riguarda i farmaci è giusto dire che la maggior parte di essi passa nel latte, anche se in quantità minime; anche per questo la madre puo’ fare presente al proprio medico che si sta allattando al seno e chiedere la prescrizione di un medicinale compatibile con l'allattamento.
Ricordarsi di non affidarsi mai alle autoprescrizioni.

Come posso capire se il mio latte è sufficiente per mio figlio?
Non è facile valutare la quantità di latte che il bambino succhia al seno.Per capire se è sufficiente si possono controllare il peso del piccolo, che deve aumentare in maniera regolare settimanalmente e
il numero di pannolini che il bambino bagna/sporca durante la giornata.
Se il vostro neonato bagna bene da 5 a 6 pannolini al giorno e si scarica da 2 a 5 volte nell'arco di 24 ore, significa che assume una quantità sufficiente di latte.

Il mio bambino soffre di riflusso gastroesofageo (rigurgiti). Posso allattarlo senza problemi?
L'allattamento al seno dovrebbe continuare anche quando il bambino soffre di riflusso gastroesofageo, in quanto il latte agisce come naturale antiacido.Ricordatevi che questo disturbo è una malattia diagnosticata dal medico, non è un problema di alimentazione. In molti casi, con il passare del tempo ed eseguendo i suggerimenti del proprio pediatra, il disturbo si attenua.


Posso fare sport se allatto il mio bambino?
Certo, fare sport non è vietato durante l’allattamento; l’attività moderata, da effettuare dopo aver escluso la presenza di controindicazioni cliniche, apporta benefici fisici e psichici alla madre e non altera in alcun modo la qualità del latte.Bisogna comunque riprendere l’attività fisica in maniera leggera, per evitare che come conseguenza dello sforzo aumenti la produzione di acido lattico che potrebbe alterare il sapore del latte materno.Gli studiosi consigliano di praticare un’attività leggera tre volte la settimana per mezz’ora evitando sforzi eccessivi; sono da evitare gli esercizi che prevedono un’ampia divaricazione delle gambe o che costringono a stare seduti per molto tempo.
Sono indicati invece esercizi per rinforzare gli addominali, i glutei e i pettorali.
E’ buona norma bere abbondantemente per reintegrare i liquidi persi.

 

Posso fare un tatuaggio o un piercing se sto allattando?
No.E’ sconsigliato fare un tatuaggio o un piercing nel periodo dell’allattamento, perché
può implicare una diminuzione delle difese immunitarie e il rischio di contrarre delle infezioni.
I tatuatori, comunque, rifiuteranno in questo caso di farvi un tatuaggio o un piercing per ragioni di sicurezza.
Meglio rimandare a dopo che si è smesso di allattare.


Posso bere alcolici durante l’allattamento?L’alcol passa nel latte materno soltanto in piccolissime quantità rispetto a quelle effettivamente assunta dalla madre, ma l`organismo del bambino non è ancora in grado di ripulire il sangue in maniera abbastanza veloce.E’ meglio evitare o limitarsi a quantità minime una volta ogni tanto.

 

Sono una grande bevitrice di caffè.Quali effetti puo’ avere la caffeina sul mio bambino allattato al seno?
Un consumo moderato di caffeina non crea problemi alla maggior parte delle madri che allattano e ai loro bambini . Tuttavia, alcuni bambini sono più sensibili di altri, e molte mamme si accorgono che a un abuso di caffeina corrispondono reazioni nel bambino quali insolita insonnia e agitazione.
Se una mamma consuma al giorno troppa caffeina, questa può accumularsi nell'organismo del bambino dando così origine a sintomi tipici da dipendenza.In questi casi è necessario eliminarla, anche se nelle prime settimane, sia la madre che il bambino potrebbero avere sintomi riconducibili all’astinenza da caffeina.Tuttavia in due settimane tutto tende a tornare nella normalità, compresi i ritmi di sonno/veglia del bambino.


Mi sono accorta di aspettare un altro bambino, ma sto ancora allattando.E’ possibile continuare o bisogna smettere?
Una nuova gravidanza non comporta la sospensione dell’allattamento.
Molto spesso si é sentito dire che potrebbe essere pericoloso allattare il proprio piccolo, mentre è in corso una nuova gravidanza; in effetti, non risulta che continuare ad allattare aumenti il rischio di aborto o deprivi il feto di apporti nutritivi necessari.
Per citare THE BREASTFEEDING ANSWER BOOK: "Non c’è prova che l’allattamento in gravidanza comporti pericoli di sorta per la madre o per il feto, se il decorso della gravidanza è regolare".In ogni caso è buona norma consultare il proprio medico, che potrà dirvi in base alla vostra storia clinica, qual’è il comportamento piu’ giusto da adottare.

 

Posso tingermi i capelli o fare una permanente durante l’allattamento?

Si.La qualità dei prodotti oggi é molto migliorata rispetto al passato.L’importante è fare presente al proprio parrucchiere che si sta allattando.Egli sceglierà il prodotto piu’ adatto da usare; in linea generale è fondamentale evitare prodotti conteneti
ammoniaca e resorcina che, attraverso il cuoio capelluto, possono essere assorbite dall’organismo e quindi arrivare al bambino attraverso il latte.


martedì 4 settembre 2012

Allattamento.Qual'é la quantità giusta di latte per un neonato.

  



  Premessa: ogni bambino é un mondo a sé, con le proprie esigenze, le proprie caratteristiche e tempistiche.Non si puo' e non si deve paragonare un bimbo ad un altro e non si possono proporre soluzioni standard per quanto riguarda l'alimentazione, l'allattamento e la crescita.Questo articolo contiene delle linee guida riguardo la quantità di latte e la frequenza con cui un bambino dovrebbe alimentarsi; se esistono problemi o si hanno dei dubbi è importante affidarsi al proprio pediatra e alla sua esperienza.

 Per calcolare la quantità di latte che indicativamente un bambino deve assumere durante le 24 ore si puo’ ricorrere ad una semplice operazione: e’ necessario prendere le prime tre cifre del peso espresso in grammi, si somma il numero fisso 250.Il risultato ottenuto corrisponderà alla quantità totale del fabbisogno giornaliero di latte del vostro bambino. Ad esempio, se un bambino pesa 4500kg, l’operazione da fare sarà:450+250=700
La porzione giornaliera che il piccolo dovrà assumere sarà quindi 700 g di latte.
Ovviamente, questo dato fornisce solo le dosi medie indicative, e non le quantità che un bambino deve necessariamente assumere, essendo possibili notevoli differenze anche tra lattanti della stessa età e/o dello stesso peso.

Per quanto riguarda la frequenza delle poppate, considerando un neonato di peso normale ( non inferiore a 2500 gr), potranno essere cosi suddivise:
 


15 giorni 80-90 gr x 6 pasti
20 giorni 90-100 gr x 6 pasti
25 giorni 100-110 gr x 6 pasti
1 mese 110-120 gr x 6 pasti
45 giorni 120-130 gr x 6 pasti
2 mesi 140-150 gr x 5 pasti
2 mesi e mezzo 150-160 gr x 5 pasti
3 mesi 160-180 gr x 5 pasti
4-5 mesi 200-230 gr x 4 pasti

Anche in questo caso vale il discorso precedente, cioé che le dosi sono indicative, perché vanno tenute in considerazione le caratteristiche di ogni singolo bambino e le sue necessità.
Per garantire una buona alimentazione del bambino è sempre necessario porre attenzione e cura alle sue richieste, rispettandolo ed offrendogli il seno e/o il biberon quando mostra di aver fame e lasciandolo libero di mangiare in base alle sue necessità.
Per capire quando il bambino ha fame bisogna prestare attenzione ad alcuni segnali; il primo che di solito ci avverte di un blando appetito é uno schiocco della lingua sul palato o il movimento del succhiare prodotto con le labbra.
Il secondo segnale si presenta quando il bambino inizia a cercare il seno girando la testa di qua e di là.
Il terzo segnale si evidenzia quando il bambino inizia a succhiarsi il dito, la mano o il polso.
Il quarto - e ultimo - segnale della fame si ha quando il bambino inizia a piangere.Fra il primo e il quarto segnale della fame possono passare anche 20 minuti-mezz’ora ed è importante cercare di interpretare i suoi richiami prima del pianto, perché a quel punto sarà agitato, affamato e spaventato e potrebbe attaccarsi al seno in modo scorretto, rendendo piu’ difficoltoso correggere un attacco impostato male o una posizione sbagliata della lingua. Per di più sarà stanco, per cui incomincerà a poppare, si riempirà del primo latte che scende e sfinito si addormenterà senza aver mangiato il giusto quantitativo per la sua fame.
Un’ altra “regola” molto importante consiste nel non obbligare mai il bambino a finire un biberon o a stare ore attaccato al seno: sarebbe solamente un sforzo inutile e spesso controproducente sia per il piccolo che per la mamma.

A prescindere da tutti i metodi consigliati per fare in modo che il bimbo mangi a sufficienza, la cosa veramente necessaria per capire se il nostro bambino si nutre nella maniera corretta, piu’ che la quantità di latte assunta è assicurarsi che la sua crescita sia costante; un bambino dovrebbe aumentare di circa 150-200 gr per settimana durante il primo trimestre di vita, ma anche qui occorre puntualizzare che ogni lattante ha un suo preciso ritmo di crescita, in gran parte stabilito geneticamente, che non può e non deve essere modificato.Quindi è bene monitorare che l'aumento ponderale, limitato o considerevole che sia, si mantenga costante e regolare, senza arrestarsi per troppe settimane di seguito.In questo caso é basilare una visita del pediatra.
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