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mercoledì 31 ottobre 2012

Assunzione di farmaci in gravidanza

Uno dei problemi che più preoccupa le donne in gravidanza riguarda l'assunzione accidentale di farmaci dopo il concepimento o la necessità di terapie mediche nel corso della gravidanza.

In linea teorica sarebbe meglio non assumere farmaci durante la gravidanza.Purtroppo non sempre è possibile attenersi a questa regola, per vari motivi; è importantissimo dunque consultare sempre il proprio ginecologo per evitare di assumere farmaci che potrebbero avere conseguenze molto gravi sulla salute del piccolo e valutare assieme quali siano le soluzioni piu’ indicate per un determinato problema.




Di seguito una tabella indicativa sui farmaci che hanno minore rischio sul feto e quelli da evitare in maniera assoluta.

I FASCIA

L'assunzione di questi farmaci negli studi eseguiti sull'uomo non ha evidenziato un aumento del rischio teratogeno per il feto.


- Acido Acetilsalicilico + Magnesio Idrossido

- Acido Acetilsalicilico

- Acido Nalidixico

- Aloperidolo

- Amoxicillina

- Ampicillina

- Atropina Solfato

- Bacampicillina (Cloridrato)

- Bromocriptina (Mesilato)

- Cefalexina

- Cefalotina (Sale Sodico)

- Ciproeptadina (Cloridrato)

- Clindamicina

- Cloxacillina (Sale Sodico)

- Clorpromazina (Cloridrato)

- Digossina

- Dixirazina

- Dicloxacillina (Sale Sodico)

- Eparina Calcica

- Etambutolo (Cloridrato)

- Eritromicina

- Fenossimetilpenicillina

- Fenoterolo

- Flufenazina

- Idrossiprogesterone Caproato

- Imipramina (Cloridrato)

- Insulina

- Isoniazide

- Levotiroxina

- Medrossiprogesterone (Acetato)

- Metildopa (Levogira)

- Miconazolo

- Nistatina

- Nitrofurantoina

- Perfenazina (Enantato)

- Periciazina

- Pirvinio Pamoato

- Prociclidina (Cloridrato)

- Prometazina (Cloridrato)

- Salbutamolo

- Spiramicina

- Spironolattone

- Teofillina

- Terbutalina (Solfato)

- Tioridazina

- Trimipramina

II FASCIA

Farmaci che sono stati ampiamente utilizzati in gravidanza e per i quali si può desumere l'assenza di effetti teratogeni sul feto ma per i quali non esistono studi definitivi a tal proposito.


- Acido Chenursodesossicolico (Sale Di Magnesio)

- Acido Tranexamico

- Acido Ursodesossicolico

- Alcinonide

- Allopurinolo

- Amiloride + Idroclorotiazide

- Aminofillina

- Amitriptilina (Cloridrato)

- Azanidazolo

- Aztreonam

- Betaistina

- Betametasone

- Butriptilina (Cloridrato)

- Calcitonina

- Cefacloro

- Cefadroxil

- Cefamandolo (Nafato Sodico)

- Cefatrizina

- Cefazolina (Sale Sodico)

- Cefotaxima (Sale Sodico)

- Cefradina

- Ceftezolo (Sale Sodico)

- Cimetidina

- Clenbuterolo (Cloridrato)

- Clomipramina (Cloridrato)

- Clonazepam

- Clonidina

- Cloramfenicolo

- Clorpropamide

- Clortalidone

- Desametasone

- Diazepam

- Diflucortolone (Valerato)

- Diidroergotamina (Mesilato)

- Diidrotachisterolo

- Diprofillina

- Disopiramide

- Ergotamina

- Eritritile Tetranitrato

- Etinilestradiolo

- Fenobarbital

- Fenquizone Sale Monopotassico

- Fentiazac

- Floroglucinolo

- Flumetasone (Pivalato)

- Fluocinolone

- Fluocortolone

- Fluorometolone

- Fosfomicina Trometanolo (Sale Di Trometanolo)

- Glibenclamide

- Gliciclamide

- Gliclazide

- Glipizide

- Gonadorelina

- Ibuprofene

- Idrocortisone (Acetato)

- Indometacina

- Ipratropio Bromuro

- Isosorbide Mononitrato

- Labetalolo (Cloridrato)

- Levomepromazina

- Lincomicina (Cloridrato)

- Loperamide (Cloridrato)

- Josamicina

- Ketoprofene

- Medrogestone

- Mepindololo (Solfato)

- Metadone (Cloridrato)

- Metergolina

- Metilprednisolone

- Metoclopramide (Cloridrato)

- Metronidazolo

- Mianserina (Cloridrato)

- Morfina

- Naloxone (Cloridrato)

- Naprossene

- Neostigmina Metilsolfato

- Niclosamide

- Nifedipina

- Nifuratel

- Nitroglicerina

- Nortriptilina (Cloridrato)

- Orfenadrina Cloridrato

- Paromomicina (Solfato)

- Pentaeritritile Tetranitrato

- Pentazocina

- Pindololo

- Piperacillina (Sale Sodico)

- Pirantel

- Prednisolone

- Prednisone

- Procainamide (Cloridrato)

- Progesterone

- Protamina

- Sotalolo (Cloridrato)

- Spectinomicina (Dicloridrato Pentaidrato)

- Sulindac

- Sulpiride

- Tenitramina

- Tetracosactide (Esacetato)

- Timololo (Maleato)

- Triamcinolone

- Triamterene

- Vancomicina (Cloridrato)

- Verapamil (Cloridrato)

III FASCIA

Assenza di dati sull'utilizzo di questi farmaci a causa del loro uso limitato in gravidanza. La loro somministrazione nell'animale non ha evidenziato danni fetali.

- Acebutololo (Cloridrato)

- Aciclovir

- Acido Niflumico

- Acido Piromidico

- Acido Tiaprofenico

- Amicacina (Solfato)

- Amineptina (Cloridrato)

- Amiodarone (Cloridrato)

- Atenololo

- Baclofene

- Bamifillina (Cloridrato)

- Barbexaclone

- Bekanamicina (Solfato)

- Biperidene

- Bumetanide

- Buprenorfina (Cloridrato)

- Captopril

- Carbamazepina

- Cefoperazone (Sale Sodico)

- Ceftazidima (Pentaidrato)

- Ceftizoxima (Sale Sodico)

- Ceftriaxone (Sale Disodico)

- Chinidina

- Ciclofenile

- Ciclosporina

- Cimetropio Bromuro

- Cinoxacina

- Ciproterone (Acetato)

- Clomifene (Citrato)

- Clotiapina

- Colestiramina (Cloridrato)

- Diazossido

- Diclofenac

- Enalapril

- Estradiolo

- Estriolo

- Estrogeni Coniugati

- Etosuccimide

- Etozolina

- Fenitoina (Sale Sodico)

- Furosemide

- Gemfibrozil

- Gentamicina (Solfato)

- Idrossiclorochina (Solfato)

- Indapamide

- Indenololo (Cloridrato)

- Lisuride (Maleato Acido)

- Mebendazolo

- Mexiletina (Cloridrato)

- Mezlocillina (Sale Sodico Monoidrato)

- Midecamicina

- Midodrina (Cloridrato)

- Metoprololo

- Miocamicina

- Nadololo

- Netilmicina (Solfato)

- Nicardipina (Cloridrato)

- Nimesulide

- Norfloxacina

- Ornidazolo

- Oxatomide

- Paroxetina

- Pimozide

- Piperazina

- Piretanide

- Piroxicam

- Pizotifene (Malato Acido)

- Prajmalio Bitartrato

- Pralidossina Metilsolfato

- Primidone

- Procaterolo (Cloridrato Emidrato)

- Proglumetacina (Dimaleato)

- Propafenone (Cloridrato)

- Ranitidina

- Reproterolo (Cloridrato)

- Tiapride (Cloridrato)

- Ticlopidina (Cloridrato)

- Tinidazolo

- Tobramicina (Solfato)

- Trazodone (Cloridrato)

- Terfenadina

IV FASCIA


L'assunzione di questi farmaci ha fornito, nella sperimentazione sull'animale, risultati interlocutori o dannosi per il feto, incerto il loro effetto nell'uomo.


- Acetazolamide

- Auranofin

- Azatioprina

- Acido Pipemidico

- Colchicina

- Clorochina (Difosfato)

- Disulfiram

- Domperidone

- Diclofenamide

- Diltiazem (Cloridrato)

- Dantrolene (Sale Sodico)

- Deferoxamina (Mesilato)

- Flurbiprofene

- Glucagone (Cloridrato)

- Ketoconazolo

- Levodopa

- Rifampicina

- Pipamperone (Dicloridrato)

V FASCIA


Farmaci che hanno dimostrato, nell'uomo, effetti nocivi sul feto se assunti in gravidanza.


- Busulfano

- Ciclofosfamide (Monoidrato)

- Clorambucil

- Clortetraciclina (Cloridrato)

- Danazolo

- Demeclociclina (Cloridrato)

- Isotretinoina

- Litio Carbonato

- Lomustina

- Melfalan

- Metotrexato

- Minociclina (Dicloridrato)

- Noretisterone

- Pipobromano

- Procarbazina (Cloridrato)

- Ramipril

- Streptomicina (Solfato)

- Testosterone (Propionato)

- Valpromide

- Warfarin (Sale Sodico)

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Per togliersi ogni dubbio se non si puo’ contattare il proprio medico, ci si puo’ affidare a dei servizi di consulenza telefonica messi a disposizione proprio per le donne in gravidanza:

-Ospedale Fatebenefratelli di Roma: 06/5800897

-Policlinico Gemelli di Roma: 06/3050077

-Policlinico Universitario di Napoli: 081/5463811

-Ospedale San Paolo di Milano: 02/8910207

-Centro di Tossicologia di Bergamo ( numero gratuito): 800883300



Le informazioni diffuse da questo articolo non intendono e non devono sostituirsi in alcun modo alle opinioni e alle indicazioni dei professionisti della salute che hanno in cura il lettore.

giovedì 25 ottobre 2012

Nuovo test per diagnosticare la preeclampsia

Identificati marcatori biologici in grado di segnalare con precisione la presenza di preeclampsia in gravidanza, una complicanza che può anche cagionare la morte.



La preeclampsia è una condizione che colpisce circa il 5% delle donne in gravidanza. Una percentuale che, all’apparenza, può sembrare bassa ma che di fatto non lo è. Se si conta infatti che ogni anno soltanto in Italia sono circa 550 mila i nuovi nati (media annuale degli ultimi dieci anni secondo i dati ISTAT), la percentuale assume un significato di rilievo perché sono circa 5 donne su 100, e su centinaia di migliaia… sono altrettante migliaia.
L’incidenza del tasso di mortalità materna da eclampsia, poi, si stima sia l’1,8% nel mondo.

Da qui dunque l’importanza di scovare per tempo la possibile presenza della malattia e il rischio di sviluppare l’eclampsia. Ed è quello che hanno inteso trovare i ricercatori del Cottage Health System e del UC Santa Barbara College of Engineering, i quali hanno identificato i marcatori biologici (o biomarkers) che possono essere utilizzati per la realizzazione di un test rivoluzionario in grado di diagnosticare la preeclampsia.
Questa condizione è considerata una complicanza della gestazione. Spesso confusa con altre tipiche condizioni che accompagnano la gravidanza – come, per esempio, il gonfiore, il dolore gastrico, un rialzo della pressione sanguigna – la preeclampsia, se si trasforma in eclampsia diviene potenzialmente mortale.
I principali autori dello studio sono il dottor Alex Soffici, il professor Patrick Daugherty e Serra Elliott rispettivamente dell’Ospedale Santa Barbara Cottage, vice-presidente del dipartimento di ingegneria chimica alla University of California e ricercatore alla UC.
I primi due autori, per la loro ricerca hanno prelevato dei campioni di sangue durante un periodo di due anni, sia da donne in gravidanza senza complicanze che da donne in gravidanza con diagnosi di preeclampsia. I campioni raccolti sono poi stati analizzati dal dottor Serra Elliott presso l’Università della California Santa Barbara al fine di identificare i potenziali biomarcatori per il test.
Le analisi condotte hanno permesso di individuare alcuni anticorpi presenti nel sangue delle pazienti con preeclampsia – anticorpi che invece non erano presenti nel sangue delle donne con regolare gravidanza. La differenza era evidente anche nel caso di sintomi simili, ma che non avevano a che fare con la preeclampsia. A motivo di ciò, i ricercatori ritengono che questo nuovo test diagnostico dia modo di distinguere quando ci si trovi effettivamente di fronte a un caso di preeclampsia o meno.
«Abbiamo sviluppato un processo di separazione per vagliare un enorme numero di molecole distinte presenti nel sangue per identificare quelle poche che sono unicamente presenti nelle pazienti con preeclampsia», spiega nel comunicato UC il dottor Daugherty – Dal momento che il nostro processo identifica contemporaneamente reagenti biochimici in grado di catturare i biomarker della malattia, vi è la possibilità di creare un test diagnostico efficace per questo disturbo prevalente ed eventualmente per altre malattie in cui i test definitivi non sono ancora disponibili».
La scoperta di questi marcatori biologici presenti soltanto nel sangue delle donne con preeclampsia diviene pertanto la base per questo nuovo test, su cui i ricercatori stanno lavorando. Un test che si potrà eseguire con facilità e che dovrebbe fornire risultati precisi. Un grande passo avanti nella prevenzione della preeclampsia e, come accennato dagli autori dello studio, anche nella possibile prevenzione di altre malattie.

Fonte:Liquidarea.com
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